Le Corti all'Alzaia   |   La Storia   |   I nostri partner   |    L'accessibilitÀ   |   Contatti   |   Area riservata   |    Home

 


LE CORTI ALL'ALZAIA

 


LA STORIA

La cartiera Binda

La cartiera Binda è un esempio paradigmatico di imprenditoria milanese. Il suo fondatore, Ambrogio Binda, è un self-made man. Nato nel 1811 rimane orfano a sette anni, a otto si impiega in una fabbrica di passamaneria e a diciotto già lavora in proprio in campo tessile. Una decina di anni dopo apre la prima fabbrica di bottoni d’Italia. Avviatala, la lascia alle cure degli eredi, e decide con lungimiranza di dedicarsi alla produzione della carta, materiale che all’epoca doveva essere in larga parte importato dall’Europa del Nord, per mancanza di produttori italiani.

Per costruire la nuova fabbrica Binda individua i terreni adiacenti alla Conca Fallata, sul Naviglio Pavese: il salto d’acqua di circa 5 metri fungerà da forza motrice per le sue macchine.
Lo stabilimento vede luce nel 1857 e i primi anni d’attività recano subito grandi successi.
Purtroppo un rovinoso incendio distrugge nel 1871 buona parte del complesso, ma questo evento non ferma l’imprenditore, che nonostante la non giovane età si attiva immediatamente per la ricostruzione. Quando nel 1874 Ambrogio Binda si spegne, la cartiera riedificata aveva da tempo cominciato a fare utili. Continuerà a produrre fino al 1990, anno in cui le strategie di riconversione della nuova proprietà ne impongono la chiusura.
Oggi il complesso della Cartiera Binda si trasforma in residenze, con un progetto che ne rispetta scrupolosamente l’impianto generale post-incendio del 1871, conservandone integro il sapore di archeologia industriale.

Conca Fallata

La storia della Conca Fallata, sistema di chiuse e canale-scaricatore, è legata a quella del Naviglio Pavese. La costruzione del canale cominciò nel 1564, con Milano sotto la potestà della famiglia Visconti, ma venne interrotta dopo vent’anni alle porte della città, nel punto in cui si sarebbe dovuta trovare la seconda conca. Per oltre due secoli il lavoro rimase fermo all’abbozzo, che perciò prese il nome di Conca Fallata, cioè sbagliata.
Cause del blocco dei lavori furono le difficoltà tecniche e soprattutto l’opposisizione dei commercianti di Pavia, contrari a un collegamento diretto tra Milano ed il Ticino che poteva mettere in crisi il commercio della loro città. I lavori ripresero nel 1087, in periodo napoleonico; la conca fallata venne ultimata nel 1815 e il Naviglio fu inaugurato nel 1819. La navigazione sui navigli tramontò poco dopo la metà del secolo, a causa della concorrenza della ferrovia, ben più veloce dei 3 km/h dei barconi trainati dai cavalli.
Le funzioni originarie di questa conca erano tecnicamente contrastanti: il sollevamento e l’abbassamento di imbarcazioni, attraverso un sistema di chiuse e il deflusso delle acque per uso irriguo. Per questo è stato realizzato anche un canale laterale, dove l’acqua dissipa in modo controllato la propria energia potenziale. Il progetto già di per sé complesso contiene un ulteriore virtuosismo tecnologico: il Naviglio scorre su un ponte-canale al di sotto del quale passa lo scolmatore del Lambro meridionale.
Alle funzioni pensate dai progettisti rinascimentali, le conche del Naviglio ne aggiunsero un’altra agli albori della rivoluzione industriale: quella di fonte energetica. Disporre di una cospicua portata d’acqua che compie un salto di circa 5 metri era un ottimo motivo per localizzare una produzione industriale a ridosso della conca. Così fu per la Cartiera Binda, che utilizzò la forza idraulica della Conca Fallata come elemento propulsore delle proprie macchine.
L’impianto idraulico venne trasformato in idroelettrico nei primi decenni del Novecento.
Dismesso poi per mancanza di redditività, è stato sostituito nel 2006 da una turbina di nuova concezione, interna al canale laterale, che produce un apotenza di circa 350 kWh tramite un generatore in bassa tensione collegato alla rete cittadina. Unendo l’attività di recupero energetico a quella di snodo della navigazione, da poco reintrodotta sul Naviglio Pavese a scopo turistico, la Conca Fallata rinasce a nuova vita.